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azienda ospedaliera Sant'Anna
federazione cure palliative

Musicoterapia in Hospice

House organ giugno 2018


Musicoterapia in Hospice


La musica comincia dove finisce il
potere delle parole” disse il grande
compositore tedesco Richard Wagner
(Lipsia 1813 - Venezia 1883), mettendo
così in evidenza il valore e il ruolo delle
sette note che possono superare il confine
del silenzio, della preoccupazione
taciuta, del senso di smarrimento che a
volte rimane inespresso e generare serenità,
partecipazione e sollievo.
Grazie al contributo de Il Mantello, dal
mese di marzo nella struttura dell’ospedale
Felice Villa” di Mariano Comense è
stata introdotta l’attività di musicoterapia,
svolta da Daniele Molteni, un
professionista del settore.
Nello specifico ambito delle cure palliative
i bisogni che la musicoterapia riesce
a intercettare riguardano diverse
aree tutte però riconducibili alla sofferenza
e alla conseguente compromissione
della qualità di vita.
Può costituirsi come un intervento che
rientra a pieno nelle caratteristiche del
modello bio-psicosociale considerando
la persona nella sua globalità e ben si
integra con gli obiettivi specifici dell’hospice,
struttura che si occupa dell’accompagnamento
nel fine vita e delle
cure palliative.
E’ efficace in quanto agisce su aspetti
sociali (contrastando isolamento e solitudine),
emotivo-affettivi (alleviando
depressione, ansia, rabbia, paura, frustrazione),
cognitivi (prevenendo complicanze
di deficit neurologici,
disorientamento e confusione), organici
(diminuendo la percezione del dolore) e
spirituali.
Diverse revisioni concordano sul fatto
che gli interventi con la musica, anche
in sinergia con la psiconcologia, abbiano
un impatto positivo su dolore, ansia,
stress, disturbi dell’umore e qualità di
vita e possono essere una valida risorsa
per un supporto emotivo anche dei familiari
oltre che del paziente.
L’intervento
Le sedute sono prevalentemente individuali,
al letto del paziente e previa valutazione
ed espressa volontà.
Il musicoterapista propone l’ascolto
musicale, l’improvvisazione e la
composizione coinvolgendo eventualmente
anche i familiari in un contesto
relazionale non performativo e non giudicante.
Viene mantenuta aperta la possibilità
di sedute in piccolo gruppo per
pazienti o per familiari.
Considerando l’evoluzione clinica in fase
avanzata di malattia è bene orientarsi
su una seduta che sia incentrata sul qui
e ora e che sia di per sé completa.
Questo mantenendo una costante flessibilità
(estrema variabilità delle condizioni
cliniche, ridefinizione di bisogni e
obiettivi, necessità di rimodulare la seduta…).
Il percorso può proseguire con
più sedute.
La durata è flessibile (10-30 minuti) in
base alle esigenze della persona e dei
familiari e allo stato clinico ed emotivo.
Il percorso solitamente si avvia con un
incontro iniziale di presentazione e conoscenza
in cui poter raccogliere informazioni
sulle preferenze musicali, sulla
disponibilità alla relazione sonoro-musicale,
le eventuali competenze musicali
o esperienze pregresse, e provare magari
già una prima esplorazione di qualche
strumento.
In un’ottica di lavoro multidisciplinare in
stretto contatto e collaborazione con l’intera
equipe curante, la musicoterapia è
rivolta a quelle persone che manifestano
difficoltà a esprimere e comunicare il
proprio vissuto, disagio emotivo, chiusura
e isolamento, sintomi fisici stressanti,
senso di solitudine e abbandono,
interesse o piacere per la musica e disposizione
alla relazione e interazione.
L’invio solitamente è a cura di un referente
clinico o anche di operatori o volontari
che riscontrino requisiti idonei e
una volontà di adesione alla musicoterapia.
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