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IL VOLONTARIO OGGI: FARE IL VOLONTARIO O ESSERE VOLONTARIO?

House Organ Giugno 2017

IL VOLONTARIO OGGI: FARE IL VOLONTARIO O ESSERE VOLONTARIO?

Che cosa significa fare il volontario
oggi? E in particolare nel settore delle
cure palliative? Il tema necessita una riflessione
attenta per definire contenuti
e confini dell’attività. “L’azione volontaria
– spiega la presidente Enrica Colombo
- è proprio quella che pratica la
difficile arte di trattare con rispetto il bisogno
percepito dell’altro.
I volontari non devono essere quei soggetti
che, gratuitamente, forniscono
prestazioni che abbassano i costi, ma
devono essere coinvolti, intervenire e
partecipare alle decisioni per dare un
ulteriore valore al loro agire, rendendosi
conto che tra chi offre aiuto e che è portatore
di bisogni si stabilisce una relazione
di reciprocità.
Non deve essere chiamato a tappare
eventuali falle nelle istituzioni, non una
stampella.
La missione specifica del volontariato
nelle attuali condizioni storiche
è quella di costituire la forza
trainante per la propagazione, nella
sfera sia politica sia economica,
della logica della gratuità e dell’etica
del bene comune”.
Da questa visione deriva che la filantropia
compassionevole o neoliberista e lo
stato benevolente o neostatalista tendono
a produrre soggetti assistiti ma
non rispettati.
Dobbiamo allora fare riferimento al pensiero
economico francescano che recita
che l’elemosina aiuta a sopravvivere ma
non a vivere, perché vivere significa essere
capaci di contribuire al bene comune.
“Il volontariato autentico -
prosegue Colombo - pratica quella virtù
civile per eccellenza che è lo spirito del
dono.
Oggi sempre più ci è chiesto il passaggio
da dono come atto privato al dono
come atto pubblico”.
Un ruolo chiave ha l’organizzazione del
dare, dell’aiutare, del sostenere: “La
partecipazione ad una organizzazione
che fa del bene ha sempre una motivazione
soggettiva, ma solo l’organizzazione
è in grado di dare continuità e
visibilità all’azione. La fatica dedicata
a far funzionare l’organizzazione è
di fatto un dono.
Le macchine del volontario sono macchine
potenti che sanno organizzare e
attivare la buona volontà, quella di persone
che sentono questa disposizione
ad occuparsi delle sofferenze altrui”.
Da non trascurare la specificità del settore
in cui opera Il Mantello, quello della
cure palliative. “I volontari – sottolinea
la presidente - sono catalizzatori di vita
attraverso la relazione, portano la loro
presenza, consentono momenti di normalità,
sono facilitatori del mondo relazionale
del malato, offrono supporto e
condivisione emotiva in relazione alla
malattia inguaribile e svolgono un ruolo
sociale”.
Tutte attività che sono caratterizzate da
orientamenti valoriali quali la gratuità,
la promozione umana, la relazione e
condivisione con l’altro, la solidarietà e
pratica di sussidiarietà, la partecipazione
e pratica di cittadinanza solidale,
libertà e autonomia, valore culturale e
valore politico.
Per coloro che desiderano interessarsi
dell’altro come persona, farlo sentire
importante per qualcuno e dare così un
senso, un contenuto alla vita che gli
resta, e accantonare così il desiderio di
morte e il senso di inutilità ci sono alcune
capacità da sviluppare: “Innanzitutto,
l’attenzione, poi la flessibilità,
relazione, l’empatia, la rassicurazione,
la valorizzazione, cooperazione, il sostegno
e autoanalisi”, conclude la presidente
Colombo.
(Riferimenti da Collana “Punto e Virgola”
Federazione Italiana Cure Palliative).

 

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